La crisi dei mutui subprime del 2007 – 2008 ha colpito in modo pesante le quotazioni delle azioni (per ulteriori informazioni vedere ”Quanto sono calate le borse“ ) ma ha avuto (e continua ad avere) effetti pesanti sul valore delle obbligazioni.
Trascuriamo per ora le variazioni derivanti dal rischio emittente (cioè dalla possibilità che l’emittente fallisca non rimborsando le obbligazioni) e focalizziamoci sull’impatto della variazione dei tassi di interesse sul valore di un’obbligazione a tasso fisso.
Un’obbligazione a tasso fisso blocca il tasso di interesse riconosciuto nel momento stesso dell’emissione. Poiché il tasso è bloccato e non dipende da future variazioni nei tassi di interesse pagati sul mercato il valore dell’obbligazione
- sale se i tassi scendono: in questo caso, essendo scesi i tassi, le nuove obbligazioni offrono cedole di ammontare inferiore a causa dei tassi di interesse inferiori. Per avere cedole di maggior ammontare contenute nei titoli già emessi, gli investitori sono disposti a pagare di più per i titoli a tasso fisso che erano stati emessi in precedenza.
- scende se i tassi aumentano: in questo caso, essendo aumentati i tassi, le nuove obbligazioni offrono cedole di ammontare superiore a causa dei tassi di interesse superiori. Per avere cedole di minor ammontare contenute nei titoli già emessi, gli investitori sono disposti a pagare di meno per i titoli a tasso fisso che erano stati emessi in precedenza.
Per sintetizzare, un calo dei tassi è rialzista per le obbligazioni mentre un aumento dei tassi è ribassista per le obbligazioni.

I tassi di interesse a breve sono strettamente collegati al tassi di inflazione come mostra il grafico sotto. Sono riportati i tassi di interesse della BCE in blu e il tasso di inflazione in rosso negli ultimi 10 anni
Appare evidente il legame tra i tassi di interesse e l’inflazione. All’aumentare dell’inflazione, i tassi di interesse tendono a salire e i prezzi delle obbligazioni scendono. Viceversa, al calare dell’inflazione i tassi di interesse calano e i prezzi delle obbligazioni aumentano.
Per uscire dalla crisi finanziaria i principali paesi hanno aumentato in modo significativo l’emissione di moneta e la spesa pubblica. Molti investitori sono preoccupati che questo comportamento possa generare un forte aumento dell’inflazione e, di conseguenza, un forte calo di valore delle obbligazioni. La domanda che si pone è
L’aumento della quantità di moneta e della spesa pubblica farà crescere l’inflazione causando riduzioni nel prezzo delle obbligazioni a tasso fisso?
Non è possibile dare una risposta a questa domanda perché dipende da troppe variabili non conoscibili ad oggi. È possibile fare una serie di considerazioni:

- Per un periodo di 1 – 2 anni è ragionevole aspettarsi tassi di interesse bassi / piatti con un tasso di inflazione prossimo allo zero. Su queste scadenze sembra improbabile che si possa assistere a forti variazioni nel valore delle obbligazioni.
- In un periodo di 3 -5 anni lo scenario risulta più incerto. Il mercato oggi sconta un aumento dell’inflazione anche se a ritmi abbastanza moderati. La variabile chiave per comprendere l’evoluzione dei tassi sarà la rapidità di uscita dalla recessione; prima l’economia uscirà dalla recessione, prima salirà l’inflazione.
- In un periodo di 6 – 10 anni le prospettive sono difficilmente prevedibili. Il mercato oggi è estremamente incerto e i tassi di interesse sono relativamente elevati dato che la maggioranza degli investitori preferisce non rischiare. Su questo orizzonte temporale, i fattori chiave per l’evoluzione dell’inflazione saranno la velocità della ripresa economica (è da capire se la crescita economica tornerà ai livelli pre crisi o assisteremo ad una stagnazione) e la tempistica con cui le banche centrali riassorbiranno la liquidità immessa. Più lento sarà il comportamento delle banche centrali e maggiore sarà la crescita, maggiore sarà l’inflazione.
È impossibile ad oggi fare previsioni sensate sull’inflazione o sulla deflazione, soprattutto per il lungo periodo. L’andamento dei tassi di interesse è una delle variabili di più difficile previsione e su cui occorre prestare più attenzione.









